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Utente: Masso57
Nome: massimo
Un tipo buffo che ha imparato che esiste differenza tra le cose che hanno un valore e cose che hanno un prezzo; che la gente a volte ti chiede come stai per non farti capire quanto poco gliene possa importare; che a volte sarebbe meglio chiedere scusa che mandare qualcuno al diavolo; che tifare Inter è una condizione dello spirito, non la ricerca della felicità; che scegliere tra Beatles e Stones significa solo farsi del male; che spesso ci circondiamo di cose inutili ed allontaniamo quelle preziose.

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giovedì, 30 luglio 2009

Hawkmoon 269

U2

Come un deserto ha bisogno della pioggia
Come una città ha bisogno di un nome
Ho bisogno del tuo amore
Come uno sbandato ha bisogno di una camera
Hawkmoon
Ho bisogno del tuo amore
Come un ritmo incessante
Come tamburi nella notte
Come della dolce musica soul
Come della luce del sole
Ho bisogno del tuo amore
Come tornare a casa
E non sapere dove si è stati
Come del caffè nero
Come della nicotina
Ho bisogno del tuo amore
Quando la notte non ha fine
Ed il giorno deve ancora cominciare
Mentre la camera gira intorno
Ho bisogno del tuo amore
Come una Fenice che risorge
Ha bisogno di un albero sacro
Come della dolce vendetta
Di un acerrimo nemico
Ho bisogno del tuo amore
Come il caldo ha bisogno del sole
Come del miele sulla lingua di lei
Come della bocca di un fucile
Come dell'ossigeno
Ho bisogno del tuo amore
Quando la notte non ha fine
Ed il giorno deve ancora cominciare
Mentre la camera gira intorno
Ho bisogno del tuo amore
Come il tuono ha bisogno della pioggia
Come un predicatore ha bisogno del dolore
Come di lingue di fiamma
Come di un lenzuolo macchiato
Ho bisogno del tuo amore
Come un ago ha bisogno di una vena
Come di qualcuno da biasimare
Come di un libero pensiero
Come di un treno che corre via
Ho bisogno del tuo amore
Come la fede ha bisogno di un dubbio
Come di una superstrada che porta fuori
Ho bisogno del tuo amore
Come la polvere da sparo ha bisogno di una scintilla
Come le bugie hanno bisogno del buio
Ho bisogno del tuo amore
 


postato da: Masso57 alle ore 13:40 | link | commenti (6)
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lunedì, 13 luglio 2009

Ciò che di me sapeste

non fu che la scialbatura,

la tonaca che riveste

la nostra umana ventura.

Ed era forse oltre il telo

l'azzurro tranquillo;

vietava il limpido cielo

solo un sigillo.

 

O vero c'era il falòtico

mutarsi della mia vita,

lo schiudersi d'un'ignita

zolla che mai vedrò.

 

Restò così questa scorza

la vera mia sostanza;

il fuoco che non si smorza

per me si chiamò: l'ignoranza.

 

Se un'ombra scorgete, non è

un'ombra - ma quella io sono.

Potessi spiccarla da me,

offrirvela in dono.

(Eugenio Montale)


postato da: Masso57 alle ore 07:39 | link | commenti (2)
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sabato, 04 luglio 2009

“Ho amici di tutti i colori”

I diritti umani sono qualcosa che avete dalla nascita.
I diritti umani vi sono dati da Dio.
I diritti umani sono quelli che tutte le nazioni della Terra riconoscono.
In passato, è vero, ho condannato in modo generale tutti i bianchi.
Non sarò mai più colpevole di questo errore; perché adesso so che alcuni bianchi sono davvero sinceri, che alcuni sono davvero capaci di essere fraterni con un nero.
Il vero Islam mi ha mostrato che una condanna di tutti i bianchi è tanto sbagliata quanto la condanna di tutti i neri da parte dei bianchi.
Da quando alla Mecca ho trovato la verità, ho accolto fra i miei più cari amiciuomini di tutti i tipi - cristiani, ebrei, buddhisti, indù, agnostici, e persino atei!
Ho amici che si chiamano capitalisti, socialisti, e comunisti!
Alcuni sono moderati, conservatori, estremisti - alcuni sono addirittura degli "Zio Tom"!
Oggi i miei amici sono neri, marroni, rossi, gialli e bianchi!

Malcom X*, discorso alla nazione, 1964


postato da: Masso57 alle ore 16:15 | link | commenti (4)
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mercoledì, 27 maggio 2009

Non Ti Auguro un Dono Qualsiasi

Non ti auguro un dono qualsiasi,
Ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perchè te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti
e non soltanto per guardarlo sull’orologio.
Ti auguro tempo per toccare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.

[da "Canti degli Indiani d'America" - Mondadori 2001]


postato da: Masso57 alle ore 14:55 | link | commenti (4)
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martedì, 19 maggio 2009

© Raymond La Motte

 

L’ASSASSINIO DEI GIORNI

 

Cercavo

di uccidere

tutti

tutti

tutti

i giorni trascorsi insieme.

Giorni senza nome

senza date

soldati sconosciuti

senza tombe.

L'amore ucciso,

perché mi trascina

nel baratro della penitenza?

 

Ancora

sono calati i raggi della luna

con l'umido delle foglie a terra

i neon dimenticati

(nella strada dove si sentono ancora i tuoi passi)

il porto dove abbiamo ancorato l'ultima nave

il ritmo dei tamburi bagnati

dal fiume secco del tuo silenzio-tomba.

Ancora

sono calati i raggi della luna

con l'ombra del mio sorriso

come una sfida.

Al diavolo

i cocci dei sorrisi prestati dalle lune straniere

lontane.

Sono io

nel buio.

 

(ANILDA IBRAHIMI)


postato da: Masso57 alle ore 07:45 | link | commenti (4)
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venerdì, 15 maggio 2009





Dov'è mai notizia dell'unione


Dov'è mai notizia dell'unione con te, chè via salterei dalla vita
io sono santissimo uccello, dalla rete del mondo via salterò!
[Lo giuro] sì, pel tuo regno! Se tu mi chiamerai: "o mio servo"
dall'idea di regnare sul mondo e sulla vita io via salterò!
O Signore, dalla nube dell'alta Tua Guida mandami pioggia copiosa
Ma prima che qual polvere vile dal mezzo del mondo via salterò
Sopra la mia tomba con vino e menestrello riposati un poco
e io al tuo solo profumo dalla fossa, danzante, via salterò
Alzati e mostra l'alta figura, o idolo dalle dolci movenze
e io staccando le mani dalla vita e dal mondo via salterò!
Sebbene vecchio, tu per una notte stringimi al petto
e all'alba, ringiovanito, io dal tuo fianco via salterò
Nel giorno della morte, concedimi una proroga per vederti un istante
e poi anch'io come Hafez da brama di mondo e di vita via salterò!



[Poesia incisa sulla tomba di Hafez - Da "Il libro del coppiere", a cura di Carlo Saccone, Luni Editrice]

postato da: Masso57 alle ore 21:00 | link | commenti (2)
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giovedì, 30 aprile 2009

 

Ero perso con lo sguardo verso il mare

Ero perso con lo sguardo nell'orizzonte,

tutto e tutto appariva come uguale;

poi ho scoperto una rosa in un angolo di mondo,

ho scoperto i suoi colori e la sua disperazione

di essere imprigionata fra le spine

non l'ho colta ma l'ho protetta con le mie mani,

non l'ho colta ma con lei ho condiviso e il profumo e le spine tutte quante.

Ah, stenderei il mio cuore come un tappeto sotto i tuoi passi,

ma temo per i tuoi piedi le spine di cui lo trafiggi.

 

 

Hāfez

 [da “Canzoniere”, a cura di S. Pellò e G. Scarcia, Ariele, Milano 2005]


postato da: Masso57 alle ore 11:56 | link | commenti (1)
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lunedì, 27 aprile 2009


A painting by Aravis @ http://www.aravisarwen.com


In fondo al vicolo della solitudine

000

Mi metto a sedere
in fondo al vicolo cieco della solitudine

i giorni con pazienza
e le notti in attesa
il passare del tempo
il passare della vita
hanno detto finche passa
non ci sarà dolore
è passato, ma con dolore
hanno detto: questo passerà pure
è passato, ma duramente
ora che faccio...
con quale passione, quale speranza
assisto al passaggio della vita
in fondo al vicolo della solitudine

(Mohammad Roshan)

postato da: Masso57 alle ore 14:01 | link | commenti (2)
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lunedì, 05 maggio 2008



Il mio corpo fiorisce da ogni vena e più intenso

è il suo profumo da quando ti conosco;

più agile il mio passo, più diritto il mio cammino

e tu attendi soltanto – ma chi sei tu dunque?

 

Lo sento mi allontano e lascio alle mie spalle

foglia dopo foglia stagioni ormai remote.

Sopra di te e presto di me come stelle

all’orizzonte resta solo il tuo sorriso.

 

Tutto quello che attraverso la mia infanzia

senza nome e come acqua ancora splende

io te lo consacrerò recandoti parole

dove arde la tua chioma: sull’altare

dolcemente coronato dai tuoi seni.

 

Rainer Maria Rilke


postato da: Masso57 alle ore 19:41 | link | commenti (6)
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domenica, 02 marzo 2008



Silvia

(Renzo Zenobi)  

Tutto su un tramonto viola acceso
con il tè sopra Firenze,
nuovi giorni prometteva Aprile;
cerchi di limone alle colline,
il tuo glicine sognava,
nodi di mare sulle nostre dita.

Silvia ti ricordi la commedia
recitata ad un sorriso,
la mia voce si accordava lenta,
e Beato Angelico negli occhi
e tuo padre nel cervello,
essenza di ambra
consolava il mio mantello.

Il fuoco di quercia triste
mi guardava con occhi saggi,
da domani un'altra storia
e un'altra faccia
tra i suoi legni,
ed ancora un Giorgione
sopra il letto non ha
svegliato i sogni.

Piove piano sopra terra scura
e un cipresso maschio e canne
si corteggiano con suoni di foglie.
Dolce latte aumenta la coscienza,
soffia via la mente adulta,
da un cappa sale sopra il fumo.

Silvia ti ricordi la paura
tanta gente dietro i vetri
e nessuno ti gettava un fiore,
e la rabbia ormai non ha più voce
lascia il posto a indifferenza
suona forte se non torna
la pazienza.

Che strano, con il mattino
le montagne sono di sabbia
e non sapere dove volare
non vuol dire
sei senza amore,
ed ancora il mio nome
puoi usarlo
per un ventaglio al sole.

Stanco di lottare contro il bianco
il tuo glicine si è arreso
e sulle palme adesso è già l'inverno;
la licenza è quasi terminata,
la stazione e il mio maglione,
la domenica è già consumata.

Silvia benedetta la tua mano
calda al vento in tramontana fresca
per le fronti di fatica;
la Toscana ha vinto, ha già rubato
i tuoi occhi ai suoi colori e cavalchi
ad una caccia fra le monete
nella mia tasca.

________

Domenica pomeriggio, si rimette ordine a cassetti e cassette, torna questa vecchia canzone la cui poesia, dopo 30 anni, è immutata. Omaggio, dunque, a tutte le ragazze che hanno  allungato, almeno una volta nella vita, "una mano calda..per le fronti di fatica"

postato da: Masso57 alle ore 16:09 | link | commenti (4)
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